Sanremo : Teatro Ariston

Un Ariston gremito di giovani, parole forti, testimonianze autorevoli e un solo obiettivo comune: prevenire le dipendenze e il doping tra gli adolescenti, promuovendo uno stile di vita sano attraverso lo sport. È stato questo il cuore dell’evento tenutosi questa mattina presso il celebre Teatro Ariston di Sanremo, tappa inaugurale del progetto nazionale “Peer Education per la prevenzione delle dipendenze e del doping nei giovani”, promosso dal Ciscod (Comitato Italiano Sport Contro Ogni Droga) e dal Conapefs (Collegio Nazionale dei Professori di Educazione Fisica e Sportiva), con il sostegno di Sport & Salute S.p.A. e in collaborazione con il Comune di Sanremo, l’Ordine dei Medici e l’Osservatorio sulle Dipendenze.

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Oltre 500 studenti, provenienti dalle scuole secondarie della provincia di Imperia, hanno preso parte a una mattinata intensa e partecipata, tra interventi scientifici, testimonianze personali e riflessioni collettive. Presenti anche diverse autorità istituzionali, tra cui il vicesindaco Fulvio Fellegara, l’assessore allo Sport Alessandro Sindoni e rappresentanti della Regione Liguria, come Marco Scajola e Luca Lombardi.


Il progetto si basa sulla metodologia della peer education, ovvero l’educazione tra pari, già sperimentata con successo in diversi contesti scolastici e sportivi. “Saranno gli stessi ragazzi a parlare ai loro coetanei, a raccontare esperienze, dubbi, errori e soluzioni possibili – ha spiegato Monica Albarelli, vicepresidente Canottieri Sanremo e delegata CISCOD per la Liguria –. È un sistema che funziona, perché i messaggi arrivano in modo diretto e senza filtri”. A dare autorevolezza scientifica all’iniziativa sono stati diversi esperti. Il presidente Daniele Masala, campione olimpico a capo di Ciscod, ha aperto la giornata con un messaggio chiaro e incisivo: “Non esistono droghe leggere. Noi vogliamo far capire ai ragazzi che la vita è un’altra cosa: non c’è bisogno del bar, della ludopatia, delle sostanze. Lo sport offre una via diversa, più sana e vera”.


Particolarmente significativo l’intervento dello psichiatra Alessandro Vento, presidente dell’Osservatorio sulle Dipendenze, che ha lanciato un forte allarme sull’uso sempre più diffuso della cannabis tra i giovani: “Tra un quarto e un terzo degli studenti delle superiori ne fa uso. È fondamentale diffondere informazioni corrette, perché la cannabis induce dipendenza e oggi contiene quantità di principio attivo molto superiori rispetto al passato. Anche la cosiddetta ‘cannabis light’ non è esente da rischi: in alcuni casi si è scoperta contaminata da sostanze psicoattive semi-sintetiche, come l’Hhc, che possono provocare effetti psichiatrici anche gravi”.

A rafforzare il messaggio, anche le parole di Antonio Bolognese, chirurgo oncologo della Sapienza e referente scientifico del progetto: “Dall’Ordine dei Medici alla scuola, fino al Governo, serve un’azione corale. Da Roma abbiamo cominciato con un progetto pilota che ora vogliamo estendere a livello nazionale, perché il tema delle dipendenze non può essere affrontato da soli”.

“Lo sport è uno strumento potente di prevenzione, perché occupa il tempo dei ragazzi, li fa crescere nella disciplina e li tiene lontani dalle dipendenze” – ha dichiarato Marco Scajola, assessore regionale ligure, sottolineando il pieno sostegno della Regione a questo tipo di iniziative. Sulla stessa linea Luca Lombardi, assessore al Turismo, che ha evidenziato la centralità del tema per la provincia di Imperia: “È importante che i ragazzi diventino a loro volta portatori di messaggi positivi. È così che si costruisce una vera cultura della prevenzione”. Il progetto, destinato a proseguire nelle scuole secondarie e nelle società sportive, ha ottenuto il sostegno operativo del Comune di Sanremo e un generoso supporto logistico dal Teatro Ariston, con il plauso al patron Walter Vacchino, proprietario della storica sala.

Il messaggio emerso con forza dalla giornata è uno solo: la prevenzione funziona se passa dalle relazioni vere, dall’educazione e dallo sport. E i giovani sanremesi, oggi, hanno dimostrato di saper ascoltare e trasmettere le proprie esperienze.



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Il progetto guarda al futuro della prevenzione, coinvolgendo studenti, docenti e atleti in un percorso di educazione tra pari, partecipazione attiva e crescita personale.

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