Casa di Ripetta
📍Il reale circolo del Tevere Remo –
Sede sociale , L.GO TEVERE IN AUGUSTA 28
📅VENERDÌ 31 OTTOBRE 2025
Il progetto “Peer Education per la prevenzione delle dipendenze e del doping nei giovani”, promosso dal CISCOD (Comitato Italiano Sport contro Droga) e dal CONAPEFS (Collegio Nazionale dei Professori di Educazione Fisica e Sportiva), con il sostegno di Sport e Salute S.p.A., nasce con l’obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione attraverso il linguaggio dello sport e dell’educazione tra pari. L’iniziativa mira a sviluppare nei giovani una maggiore consapevolezza riguardo alle dipendenze da sostanze e comportamentali, promuovendo stili di vita sani e valori di rispetto, collaborazione e responsabilità.
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Nella giornata del 31 ottobre 2025, presso la sede storica del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo di Roma e alla presenza di importanti figure di spicco del panorama istituzionale, sportivo, educativo e scientifico, si è svolto l’evento conclusivo del progetto “Peer Education. La potenza dello sport, la scelta di dire no”.
L’iniziativa, dedicata alla prevenzione delle dipendenze e del doping nei giovani e promossa dal Comitato Italiano Sport contro Droga (CISCOD) insieme al Collegio Nazionale dei Professori di Educazione Fisica e Sportiva (CONAPEFS), con il sostegno di Sport e Salute, dell’Ordine dei Medici e dell’Osservatorio sulle Dipendenze, si è distinta a livello nazionale come punto di riferimento per futuri progetti che intendano affrontare in modo diretto e innovativo il tema delle dipendenze tra i giovani, sia in ambito scolastico così come in quello sportivo, promuovendo contemporaneamente stili di vita sani già a partire dall’infanzia.
Il progetto mirava al coinvolgimento di ragazzi con un’età compresa tra i 9 e i 18 anni e si presentava con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui rischi associabili al consumo di sostanze psicoattive tra i giovani attraverso l’adozione di comportamenti responsabili e alternativi che valorizzassero la comunicazione tra coetanei, offrendo al contempo la possibilità di riconoscere situazioni di disagio tra pari.
Tra gli appuntamenti più significativi svoltisi nel corso dell’anno si ricordano l’incontro del 25 febbraio 2025 con i genitori e gli insegnanti dell’Istituto Di Vittorio - Lattanzio; l’incontro del 7 maggio con il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo; l’incontro del 10 maggio con Virtus Roma 1960 e Polisportiva Petriana, il convegno del 17 maggio al Circolo Canottieri Roma e l’appuntamento del 7 giugno presso Aquaniene The Sport Club, durante i quali è stata registrata un’attiva partecipazione e un forte interesse, con numerose domande e richieste di approfondimento da parte del pubblico.
L’apertura dell’evento del 31 ottobre è stata affidata al Professor Daniele Masala, Presidente del Comitato Italiano Sport contro Droga (CISCOD), che ha espresso il proprio ringraziamento ai partecipanti, sottolineando come l’iniziativa rappresenti la sintesi di un lavoro che ha coinvolto scuole, istituzioni e associazioni sportive su tutto il territorio nazionale, raggiungendo migliaia di giovani ai quali sono stati offerti preziosi strumenti per riuscire a comprendere le conseguenze dell’uso di sostanze, nello sport così come nella vita.
L’intervento del Professor Giuseppe Cilia, Presidente del Collegio Nazionale dei Professori di Educazione Fisica (CONAPEFS), ha successivamente messo in luce l’importanza della promozione della cultura dello sport come componente essenziale del benessere psico-fisico, nonché il ruolo formativo degli insegnanti, in qualità di docenti ma soprattutto in quanto educatori del buon cittadino.
In rappresentanza del Comune di Roma è intervenuta l’Onorevole Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, la quale ha ribadito il sostegno dell’Amministrazione alle iniziative che promuovono lo sport come diritto universale e strumento di cittadinanza attiva, sottolineando l’importanza di favorire l’accesso allo sport anche a quei giovani appartenenti a famiglie economicamente svantaggiate, ricordando che lo sport educa al rispetto, alla disciplina e alla solidarietà.
In seguito, il Professor Marco Giunio De Sanctis, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), ha evidenziato come lo sport sia un veicolo di inclusione e di cambiamento culturale, in particolare nel mondo paralimpico che tuttavia manca ancora di strutture adeguate e accessibili, nonché di percorsi educativi adeguati a persone con disabilità.
La Dottoressa Maria Spena, membro del Consiglio di Amministrazione di Sport e Salute, ha illustrato alcuni tra i principali progetti promossi dall’ente, tra cui “Scuola Attiva Kids”, “Sport di Tutti” e “Sport e Periferie”, che mirano a rendere lo sport accessibile, attraverso la riqualificazione e al recupero degli impianti esistenti, ma soprattutto sostenibile, attraverso la rimozione degli squilibri economico-sociali e
l’incremento della sicurezza urbana. Emblema di tale impegno è l’opera di riqualificazione dell’ex centro sportivo Delphinia di Caivano, parte del progetto “Illumina”, che si pone come esempio nell’offrire spazi di aggregazione e di rinascita per tutti quei giovani che vivono in contesti di degrado.
Il Professor Antonio Bolognese, docente di Chirurgia Generale presso l’Università “La Sapienza” di Roma e responsabile della Commissione Dipendenze dell’Ordine dei Medici di Roma, ha successivamente approfondito gli aspetti medico-scientifici del progetto, spiegando l’importanza di iniziative volte alla prevenzione che vedano una collaborazione tra medici, insegnanti e allenatori.
A proposito della peer education, la Dottoressa Marta Cacciotti, psicologa e psicoterapeuta dell’Osservatorio sulle Dipendenze, ha illustrato la metodologia su cui si fonda questo approccio, descrivendolo come un processo di apprendimento dinamico ed adattabile, incentrato sulla formazione tra pari e articolato in più fasi. A partire dal coinvolgimento di circoli sportivi, scuole e associazioni del territorio si sono svolti incontri periodici mirati ad illustrare alle famiglie e ai giovani gli obiettivi da raggiungere, proseguendo con sessioni formative rivolte interamente ai ragazzi, durante le quali sono stati individuati i peer educator e scelte le tematiche da affrontare. Il progetto ha previsto inoltre lo svolgimento, sia in presenza che da remoto, di attività laboratoriali con il supporto del team scientifico. Le tematiche su cui erano incentrati gli incontri vertevano su alcune questioni fondamentali, quali il consumo di cannabis e nicotina, il gioco d’azzardo, la dipendenza da smartphone e social media, l’ansia da prestazione e il doping. Il momento conclusivo di raccolta e analisi dei dati con questionari ex ante e post-intervento ha poi consentito la valutazione dell’impatto del progetto, così come i follow-up a distanza di 6 mesi che hanno permesso di dimostrare l’efficacia dei risultati ottenuti. Inoltre, attraverso l’iniziativa è stato possibile offrire ai giovani e agli adulti gli strumenti necessari per poter riconoscere una dipendenza, abbattendo così le barriere tra professori, specialisti, genitori e ragazzi, i quali dopo aver preso parte al progetto hanno mostrato una maggiore propensione a chiedere aiuto.

Ulteriori ricadute positive sono state riscontrate anche nell’ambito di fenomeni sociali critici come il bullismo e l’isolamento che, grazie alla promozione di una cultura sportiva sana a favore dell’inclusione, hanno registrato un notevole calo nell’insorgenza. In particolare, su tale evidenza il Dottor Alessandro Vento ha sottolineato come i dati abbiano evidenziato che prima della partecipazione all’iniziativa solo il 30% dei giovani era a conoscenza delle conseguenze legate all’abuso di sostanze, un dato percentuale che in seguito a tale iniziativa è salito all’85%. Tale constatazione ribadisce quindi la necessità di promuovere progetti di questo tipo, attraverso l’adozione di approcci scalabili e monitorabili, così da poter garantire un reale impatto sui comportamenti giovanili.
Attraverso l’intervento del Dottor Francesco Montini, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza, si è affrontato il tema dello sport come strumento di contrasto alla criminalità organizzata, ricordando esempi concreti di rigenerazione urbana, come nel caso del Rione Sanità di Napoli e di Caivano, dove la creazione di nuove strutture, tra cui il centro sportivo intitolato a Pino Daniele, ha portato alla nascita di una sezione giovanile delle Fiamme Oro, offrendo così la possibilità a centinaia di ragazzi di allontanarsi dalla strada e dare loro una prospettiva di crescita nel segno della legalità.
La Professoressa Maria Caterina Grassi, docente di Farmacologia e Tossicologia Clinica all’Università “La Sapienza” di Roma, e il Dottor Antonio Pignataro, già Questore di Macerata e consulente della Presidenza del Consiglio, hanno approfondito il tema della dannosità circoscrivibile alle sostanze di abuso e delle politiche di prevenzione, invitando a fondare ogni discussione pubblica su dati scientifici verificabili e attendibili, ribadendo altresì come il consumo di sostanze psicoattivanti alimenti il traffico di stupefacenti e rafforzi la criminalità organizzata.
Tra gli interventi conclusivi si sono distinti quelli di Ubaldo Righetti, già calciatore e attuale consigliere dell’Assemblea Capitolina, Bruno Mascarenhas, bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004, e Giuseppe Latorre, Professore del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive all’Università “La Sapienza” di Roma, i quali hanno sottolineato il ruolo educativo dello sport e l’importanza della prevenzione, nonché il valore di figure come quella dell’allenatore, spesso percepite come modello di correttezza e punto di riferimento da parte dei giovani atleti.
A chiusura dell’evento il Professor Daniele Masala ha nuovamente espresso il proprio apprezzamento per la qualità degli interventi e per la partecipazione corale delle istituzioni presenti, ribadendo che lo sport rappresenta una delle principali vie di educazione alla legalità, al rispetto e alla salute, nonché la “terza agenzia educativa”, dopo la famiglia e la scuola.
Sta arrivando!
Una nuova fase nella formazione dei giovani: un modello innovativo che integra sport, scuola e tecnologie digitali per promuovere stili di vita sani e una cultura responsabile condivisa.
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Il progetto guarda al futuro della prevenzione, coinvolgendo studenti, docenti e atleti in un percorso di educazione tra pari, partecipazione attiva e crescita personale.
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